NMS 170812 - 1 - Direzione: cielo

Il naufragio su un pianeta dal nome impronunciabile è l'inizio di una grande avventura. Bene. Fa caldo.

Inizio da qui con un diario di bordo delle mie avventure in No Man's Sky.
La categoria alla quale sarà associato si chiama La pista delle stelle, in omaggio al titolo italiano della collana che ha raccolto in forma romanzata gli episodi della serie classica di Star Trek sul finire degli anni settanta. Il nome mi è sembrato piuttosto evocativo e lo stile anche, perché No Man's Sky è un'appassionatissima dichiarazione d'amore alla fantascienza popolare dei tempi che furono, con uno sguardo al futuro.



Il primo approccio con l'universo infinito è quindi traumatico. Solo e disperso su un pianeta sconosciuto con il motore in avaria. L'atmosfera è soffocante, la tuta protettiva mi salvaguarda solo per poco alla morsa del caldo, così sono costretto a lanciarmi nella ricerca di materiali non solo per rimettere in stesto la navicella, ma anche per mantenere costantemente attive le funzioni protettive della tuta. Non vedo l'ora di abbandonare questo maledettissimo sasso incandescente disperso nella galassia.

P.S. Per dovere di cronaca, rimando a questo articolo che approfondisce tutto il baccano che si è verificato circa le promesse prima del lancio e le effettive modifiche applicate nel tempo. Poi basta, non ne disctuterò mai più, mi godrò semplicemente il viaggio.

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